LA CANDIDA: UN’EPIDEMIA SILENZIOSA

La Candida Albicans è un’ospite abituale del nostro intestino, dove convive pacificamente in equilibrio con altri microorganismi sotto forma di lievito o blastospora, ovvero una bianca sfera luminosa esternamente liscia. Il problema nasce quando essa si trasforma il micelio o conidiospora, il quale emette protuberanze o ife, che si fanno spazio e si infiltrano tra i tessuti degli organi. Esistono numerosi fattori che promuovono la sua incontrollata crescita: scorrette alimentazioni e abitudini di vita, uso e abuso di alcuni farmaci, stress. Tali elementi determinano a livello del tubo digerente infiammazione cronica e disbiosi (alterazione dei rapporti fra microbi intestinali), e a livello dei tessuti di vari organi modificazioni del loro grado di acidità o pH (Valesi, 2014[1]).

I dati epidemiologici sul fenomeno sono piuttosto eloquenti: Il 70% delle donne in età fertile ha sofferto almeno di un episodio di candidosi vaginale nel corso della vita e il 10% soffre di vaginiti ricorrenti. Una sorveglianza epidemiologica delle sepsi condotta negli Stati Uniti ha evidenziato come l’incidenza della candidemia sia triplicata nel periodo tra il 1979 e il 2000.

La vaginite da Candida è la seconda patologia infettiva genitale più diffusa tra le donne con almeno un episodio nel corso della vita riscontrato nel 75% di esse, nella metà dei casi prima dei 25 anni. Forme acute di candidosi vulvovaginale sono state associate all’uso di contraccettivi orali, corticosteroidi o antibiotici, al diabete e alla gravidanza. Queste infezioni tendenzialmente vengono approcciate con farmaci ad uso topico. [2]

La diffusione della patologia è facilmente intuibile anche dal divano di casa propria, infatti la pubblicità del Gynocanesten della Bayer passa frequentemente in TV, specialmente nelle fasce in cui è più probabile che le donne la guardino.

Inoltre, da poco tempo è in commercio anche il test del Gynocanesten: attraverso un tampone che cambia di colorazione è possibile riconoscere se l’infezione vaginale in atto sia dovuta a candida o se invece sia necessario rivolgersi al medico curante per eziologia ignota. Se la legge economica della domanda e dell’offerta non mente, la Bayer ha brevettato un kit di autodiagnosi per rispondere a un bisogno presente sul mercato. Alla luce di una sempre maggiore richiesta di intervento sulle vaginiti causate da candida la nota casa farmaceutica, attraverso alle analisi di mercato, ha verificato che potesse avere successo un kit in grado di rendere autonome le donne alla ricerca delle risposte sul proprio malessere genitale.

Sembra evidente come siamo di fronte a un’epidemia causata da Candida.

Chi affronta una ricerca sulle cause principali della candida, sia on line sia sulle poltrone dei medici- ginecologi, può rimanere insoddisfatto circa le spiegazioni dei motivi che hanno portato all’esacerbarsi della patologia. Infatti, le ragioni che sussistono allo sviluppo della candida sono ben lontane dalle risposte che la medicina occidentale normalmente ci offre. Se una donna è già caduta nel girone delle recidive da candida, presto si accorgerà che non si tratta di qualcosa che colpisce dall’esterno, come può essere ad esempio un’infezione da un batterio o uno stato influenzale provocato da un virus. Si tratta di qualcosa che parte innanzitutto da dentro: dall’intestino. Si tratta della perdita di un equilibrio della flora batterica, dovuta a fattori sia esogeni che endogeni.

Siamo abituati alla chiarezza ed efficacia che quasi sempre la medicina occidentale possiede. Esiste una causa precisa e un farmaco che può curarla. Tuttavia, con questa patologia, nonostante il farmaco apporti notevole sollievo specialmente in fase acuta, questa non sembra essere la soluzione definitiva, anzi in alcuni casi può provocare recidive sempre più frequenti, fino a raggiungere uno stato di malattia cronica. Il comportamento di questa patologia, dalla risposta farmacologia alla frequenza con cui questa si presenta, costringe chi ne soffre a dover cambiare il proprio punto di vista. Se si desidera eradicare questa sofferenza è necessaria una riflessione e una cura che comprenda più ambiti di intervento, è infatti una patologia che dev’essere affrontata in maniera olistica. Coloro che soffrono di recidive da Candida presto si accorgono che i rimedi utilizzati dal primo esordio non sono così efficaci, perché puntualmente in alcune fasi di vita si ripresenta il problema, assumendo i connotati di un incubo ricorrente a cui sembra impossibile sottrarvisi.

Un fattore cruciale che viene sempre diagnosticato dai medici, ma che nessuno sembri affrontare con la giusta intensità è LO STRESS.

Lo stress acuto e cronico fa aumentare il cortisolo, un ormone prodotto dalle surrenali. A sua volta il cortisolo in eccesso fa salire la glicemia e per il fungo è indifferente che i maggiori livelli di zucchero nell’organismo siano dovuti a uno snack o a un episodio di fortissimo stress; usa quello zucchero come carburante per riprodursi.

La teoria della sindrome da Candida (o da lieviti) ipotizza che quando l’organismo si debilita in seguito a particolari vicende dell’esistenza e il sistema immunitario (in particolare dell’intestino) si indebolisce, la candida coglie l’opportunità per stendere il suo territorio all’interno del corpo umano, passando dalla forma innocua a quella patogena e dando luogo a una serie di problemi di salute anche molto gravi.

Nessuna strategia terapeutica mirata direttamente ad uccidere la candida, può avere possibilità di conseguire risultati stabili e duraturi, se non si creano le condizioni di “terreno” atte ad ostacolare la proliferazione del fungo.

La psicoanalisi si affaccia alla lettura delle malattie in maniera completamente diversa rispetto al positivismo che ha contraddistinto la nostra epoca da fine ‘800 in poi. Né è una diretta manifestazione l’approccio al sintomo: attraverso una formazione di compromesso tra psiche e soma esso si configura come la migliore soluzione adattiva in quel dato momento. Primo fra tutti fu Freud che, attraverso un’ossequiosa pratica clinica sulle pazienti isteriche, portò alla luce l’importanza dell’assetto psicologico come base di maturazione di un quadro sintomatologico.  Infatti egli, dopo le prime pratiche cliniche volte alla rimozione dei sintomi (attraverso l’ipnosi) si rese conto di come questi successivamente ricomparivano e che solo dopo un’approfondita indagine, riflessione ed elaborazione del proprio vissuto essi potevano scomparire del tutto. Una delle grandi innovazioni del padre della psicoanalisi è stata proprio quella di non demonizzare un quadro sintomatologico, ma di iniziare a interrogarlo, poiché proprio grazie ad esso era possibile ripristinare un reale equilibrio psicofisico.  Il sintomo è innanzitutto un campanello d’allarme che racconta una storia, che bilancia un equilibrio difficile, di cui spesso di è inconsapevoli.

La candida è un doppio sintomo:

1) riguarda la società, infatti le statistiche fotografano perfettamente l’epidemia, troppo silenziosa, che è in atto da decenni e in perenne aumento.

2) Dell’individuo, in particolare delle donne che spesso iniziano un vero e proprio calvario alla ricerca della verità su questa patologia per libarsene per sempre.

Il nostro corpo è anche in grado di segnalarci attraverso una determinata sintomatologia che qualcosa a livello psichico non sta funzionando adeguatamente. Con questo, intendo che esiste una disarmonia interna che sfocia nella maturazione di un quadro patologico.  Esistono infatti modalità inconsce, tali per cui l’individuo “somatizza” episodi di vita spiacevoli o vere e proprie condotte di vita inadeguate. I contenuti psichici inconsci non di rado vengono a galla e utilizzano, a seconda dell’individuo, vie differenti.

L’intestino è il nostro secondo cervello (il cervello enterico), esso è infatti legato direttamente al cervello e al sistema nervoso centrale. Se portiamo la nostra attenzione alla fisionomia del cervello e dell’ intestino potremmo rimanere facilmente colpiti dalla grande somiglianza delle loro strutture.

L’intestino rimanda all’immagine di un intricato labirinto e in esso avviene un grande rituale di purificazione, i rifiuti organici vengono espulsi e con essi anche tutto quello che a livello psichico risulta “indigeribile”.

Per affrontare la candida è necessario che l’individuo possa avviare una riflessione profonda che tenga insieme la complessità dei fattori che questa sintomatologia porta. Riacquistare l’ equilibrio significa riattivare o rinnovare un dialogo con se stessi, che tenga conto dei fattori interni di cui ancora non siamo consapevoli ed è per questo motivo che prendono vita nella nostra parte più intima e nascosta.

[1] Valesi, V.,(2014), Curare la candida con le terapie naturali, Gruppo Editoriale Macro, Cesena (FC).

[2] Sobel JD, Faro S, Force RW, et al. Vulvovaginal candidiasis: epidemiologic, diagnostic, and therapeutic considerations. Am J Obstet Gynecol 1998; 178(2):203.

 

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